30 Settembre 2020
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I Medici a Firenze

I Medici sono stati i protagonisti della storia italiana ed europea dal XV al XVIII secolo. Oltre ad aver retto le sorti della città di Firenze e della Toscana (1434-1737) e aver dato i natali a tre papi e due regine di Francia, essi godettero e continuano a godere tutt´oggi di una straordinaria fama per aver promosso, in misura fuori del comune e per diverse generazioni, la vita artistica, culturale, spirituale e scientifica del loro tempo. Le loro straordinarie collezioni d´arte, per merito della nota clausola stilata dall´Elettrice Palatina nel 1737 per la quale si legava tutti i beni appartenuti un tempo ai Medici allo Stato fiorentino e non alla successione lorenese, si sono conservate praticamente integre fino ai giorni nostri e sono alla base del patrimonio di molte delle più importanti istituzioni culturali di Firenze.
I Medici, provenienti dal Mugello, si affermarono fin da subito sul territorio fiorentino per l´attività commerciale e bancaria, arrivando ben presto, grazie alle loro capacità strategiche, a imporsi nella vita politica della città. Che i Medici fossero abili politici ed economisti lo dimostra la storia. Basti pensare a Giovanni di Bicci (1360-1429), fondatore del Banco dei Medici, che, attraverso la gestione delle finanze pontificie, riuscì ad assicurare alla famiglia una solida ricchezza e prosperità. Fu però Cosimo il Vecchio (1389-1464) a consolidare e tramutare l´importanza economica della casata in politica, attraverso la fondazione della prima Signoria.
Con Lorenzo il Magnifico (1449-1492), l´"ago della bilancia" di quell´Italia del Quattrocento fortemente divisa sia politicamente che geograficamente, la Signoria raggiunse l´apogeo per ricchezza e appoggio popolare, benché le libertà comunali fossero venute meno, soprattutto dopo la repressione a seguito della Congiura dei Pazzi (1478). Ma Lorenzo non fu solo abile stratega, ma anche e soprattutto uomo di cultura: poeta e letterato, egli fu un mecenate così intelligente e ricettivo, da meritarsi l´attributo di Magnifico. Tra gli umanisti che frequentarono la sua corte vanno ricordati Pico della Mirandola, Marsilio Ficino, Angelo Poliziano e Luigi Pulci. Tra gli artisti a lui legati, Antonio del Pollaiolo, Filippino Lippi, Sandro Botticelli, Andrea del Verrocchio e l´architetto Giuliano da Sangallo. Subito dopo la morte di Lorenzo, si manifestarono gravi spinte disgregatrici sia a livello locale, con la presa del potere di Savonarola, che in ambito nazionale, con la discesa di Carlo VIII di Francia. A questi eventi seguirono i due famosi esili della famiglia Medici dalla città con relative riconquiste (1494-1512; 1527-1530). Il 1530 segna la fine della Repubblica fiorentina e l´inizio del ducato, prima nelle mani di Alessandro poi in quelle più salde di Cosimo I de´ Medici. Divenuto Granduca nel 1569, la sua dinastia regnò senza interruzioni fino all´estinzione nel 1737. Dal Seicento il Granducato visse quel periodo di lenta decadenza che permeò tutto il resto della penisola italiana, con la stagnazione dei commerci, le pestilenze, il provincialismo. La casa regnante non solo non seppe porre rimedio a questi problemi, ma anzi ne accelerò l´impatto con un governo mediocre che, pian piano, portò allo spegnimento della dinastia stessa.
Merita una menzione del tutto particolare il figlio di Cosimo I de´ Medici, Francesco (1541-1587), noto non solo per le sue capacità politiche, ma anche per la sua straordinaria sensibilità verso tutto il mondo dell´arte, della scienza e dell´alchimia.
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