30 Settembre 2020
personaggi

Amerigo Vespucci

Amerigo Vespucci nacque a Firenze nel marzo del 1454, il padre si chiamava Stagio Vespucci e faceva il notaio, mentre la madre si chiamava Elisabetta. Il nome Vespucci deriva da "vespa", nello stemma della famiglia infatti appaiono le vespe d´oro.
Viveva a Firenze nel quartiere Ognissanti, la casata dei Vespucci era formata da mercanti di vino, di seta, di lana; spesso si occupavano anche delle operazioni bancarie e commerciali. I Vespucci lavoravano per i Medici sia a Firenze, sia in altre città della Toscana, ma non solo, si estendevano infatti anche fuori dai confini italiani.
Venne formato dallo zio Giorgio Antonio, canonico del Duomo di Firenze, il quale istruiva molti dei rampolli delle famiglie fiorentine. Influenzò molto il nipote: gli mostrò una mappa colorata del mondo, lo informò riguardo ai mari percorsi dai mercanti, gli parlò di terre sconosciute, e riuscì a far nascere in lui anche l´amore per i viaggi. Amerigo inoltre conobbe, grazie a lui, le opere di Dante e del Petrarca, ma non solo, anche quelle di Platone, di Eraclito e di Democrito. Spesso quindi partecipò alle discussioni di filosofia. Studiava le teorie di Tolomeo (il geografo greco, astronomo e astrologo considerato il padre della geografia).
Determinanti nella sua formazione furono Paolo dal Pozzo Toscanelli, teorico della navigazione verso occidente per raggiungere l´oriente e Marsilio Ficino.
Grazie a Guido Antonio, un altro zio di Amerigo, andò al servizio di Lorenzo il Magnifico; aveva il compito di dirigere la casa di Firenze e si occupava dei loro affari.
In quel periodo gli argomenti di discussione erano soprattutto geografici, si fece inoltre sempre più vivo l´interesse per un Nuovo Mondo ed accresceva sempre di più il fascino delle terre non ancora scoperte.
I porti spagnoli acquistarono importanza perché erano punti strategici per il traffico commerciale. I Medici a Siviglia non avevano filiali bancarie, ma i loro agenti si occupavano dei rifornimenti di merci o noleggiavano vascelli per il traffico nel Mediterraneo e nell´Europa settentrionale.
A Siviglia, nel 1489, quando vi arrivò Vespucci su incarico dei Medici, vivevano molti genovesi. Fu in questa città che Amerigo (tramite Giannetto Berardi) conobbe Cristoforo Colombo.
Sia Vespucci che Colombo, erano interessati alle teorie di Paolo dal Pozzo Toscanelli: veleggiando verso occidente era possibile raggiungere le terre del Levante, che Marco Polo aveva descritto.
La Castiglia voleva nuove Terre per ingrandire ulteriormente il regno e dimostrare la grandezza della Spagna. L´idea di Colombo fu di conseguenza fortemente appoggiata dalla regina Isabella.
Quando Colombo rientrò a Siviglia, al ritorno dal suo primo viaggio, la domenica delle Palme del 1493, con sé aveva dieci indiani. Il re e la regina però si trovavano a Barcellona e fu costretto ad intraprendere il viaggio per andare a rendergli omaggio. Portò con sé solo alcuni degli indiani, e degli altri, quelli indeboliti dalla difficile traversata oceanica, se ne curò Berardi. Questi li sistemò nella sua casa, dove già abitava Amerigo Vespucci. Amerigo si era messo in affari per conto proprio ed era in società con Berardi.
Vespucci, come socio di Berardi e uomo di maggior preparazione intellettuale, si trovò pertanto in mezzo agli avvenimenti e a diretto contatto con gli interessi e gli affari di Colombo.
Per il secondo viaggio di Colombo era previsto che salpassero diciassette vascelli, sia Berardi che Vespucci furono molto impegnati nei preparativi. Era necessario ingaggiare gli equipaggi, noleggiare le navi e armarle. Questa volta lo scopo della spedizione non era la scoperta, bensì la fondazione di una colonia: il 25 settembre 1493 la flotta di Colombo salpò da Cadice.
L´entusiasmo per i viaggi di scoperta aveva contagiato diversi commercianti e, poiché Berardi era invecchiato, toccò a Vespucci occuparsi della preparazione di altre navi. Ma presto anche Amerigo Vespucci si imbarcò, più attento alla comprensione della geografia dei luoghi che alla ricerca di grandi ricchezze, disegnò un certo numero di mappe delle terre esplorate, che descrisse in alcuni diari.
Le navi svolgevano regolari collegamenti tra la Spagna e la colonia fondata da Colombo. Nel maggio 1497 il re ordinò che si imbarcasse anche Vespucci per verificare la situazione riguardo a presunte ingiustizie fatte ai coloni.
Amerigo Vespucci fu il primo propugnatore dell´idea che Colombo avesse scoperto un nuovo continente e non una rotta orientale per raggiungere via mare l´Estremo Oriente.
Al suo rientro, l´amico Colombo era già imbarcato per il suo terzo viaggio. Tutte le notizie negative che giungevano indussero il re Ferdinando a costituire un comitato per sorvegliare l´operato di Colombo.
Così il 16 maggio 1499, un anno dopo la partenza di Colombo, dal porto di Cadice salparono quattro caravelle al comando di Alonso de Ojeda, con Juan de La Cosa, esperto marinaio e abile cartografo, già al seguito di Colombo, navigando lungo la costa orientale del sud America.
In questa occasione, osservando la congiunzione di Marte e della Luna, Vespucci riuscì a calcolare quanto il viaggio lo aveva condotto ad ovest.
Dopo avere toccato terra in corrispondenza della odierna Guyana, Ojeda e Vespucci si separano, Amerigo proseguì verso sud e, toccata la foce del Rio delle Amazzoni, raggiunse Trinidad, il fiume Orinoco, spingendosi tanto a sud da toccare la Patagonia prima del rientro in patria.
La constatazione che le terre toccate avevano un´estensione enorme convinse Vespucci che quelle coste dovevano essere il margine di un continente.
Nel 1501, con l´incarico di continuare l´esplorazione compiuta l´anno prima da Pedro Álvarez Cabral e di definire la posizione di Vera Cruz, come era stata ribattezzata dal Cabral la costa del Brasile, per stabilire se il possesso spettasse alla Spagna o al Portogallo, Vespucci salpò su imbarcazioni che portavano la bandiera portoghese e con queste si spinse 400 miglia più a sud della Terra del Fuoco.
Durante questa esplorazione, Vespucci realizzò che il nuovo continente era separato dall´Asia, compilò resoconti dettagliati descrivendo la cultura degli indigeni, la loro dieta, le credenze religiose e, ciò che rese gli scritti molto popolari, le abitudini sessuali e matrimoniali dei nativi.
Questo viaggio, terminato nel 1502, fu il più importante tra quelli di Vespucci e di tutta la storia delle esplorazioni americane.
E´ in dubbio un altro viaggio verso il nuovo mondo durante il quale sembra che Amerigo Vespucci contrasse la malaria e, tornato in Spagna morì a Siviglia il 22 febbraio 1512 all´età di 58 anni, assistito dalla moglie Maria Cerezo, senza lasciare figli. Non aveva né titoli nobiliari, né alcuno stemma gentilizio, non ricevette alcuna remunerazione per le scoperte compiute e non c´è alcuna testimonianza che li abbia chiesti..
Martin Waldseemüller, religioso e cartografo impegnato nella stesura di un planisfero chiamato ´Carta Mariana´ nominò per primo il nuovo continente meridionale America in onore del navigatore ormai celebre.
Successivamente nel 1538 Gerardus Mercator, disegnò una mappa dove anche il continente settentrionale porta il nome da America e tutto il nuovo mondo iniziò ad esser chiamato America.

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