23 Settembre 2019
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A casa di Dante

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Da Piazza Signoria prendiamo via delle Farine in direzione Via dei Cerchi angolo Via Condotta. Qui prima sosta davanti al Palazzo dei Cerchi: questo palazzo non appartenne al ramo più noto della famiglia, quello delle strenue lotte con i Donati, ma fu realizzato tra la fine del XIV e gli inizi del XV secolo da quel ramo dei Cerchi rimasto in città dopo il bando da parte dei guelfi neri.
Passato in eredità ai Capitani del Bigallo, i locali del palazzo al piano terreno vennero destinati a vari esercizi commerciali, tra cui la tipografia di Bernardo Cennini, dalla quale uscì il primo libro a stampa di Firenze (1471) e quella di Lorenzo Torrentino che diede alle stampe dal 1547 più di seicento opere di letteratura, filosofia e giurisprudenza.
Prima di proseguire per il Museo Casa di Dante, permettetevi una piccola deviazione in via Cimatori fino a Piazza San Martino, dove è possibile visitare il piccolo Oratorio dei Buonomini di San Martino, istituito nel 1441 per dare accoglienza ai poveri “vergognosi”; sul lato destro della porta d’ingresso è ancora presente la buca delle elemosine.
Obbligata, a questo punto, dopo tanto parlare, una visita al Museo Casa di Dante, in via Santa Margherita, il quale, realizzato nell’abitazione del poeta, offre la possibilità di ripercorrere la vita del maestro, scoprire i luoghi in cui ha vissuto e nei quali ha sviluppato le premesse della Divina Commedia.
Ci dirigeremo poi in via del Corso, cuore della zona più antica della Florentia romana. Sulla via del Corso restano numerose vestigia del periodo medioevale, con alcune case-torri d’eccezione: Ricci, Ghiberti e Donati. Su questa via troviamo anche il Palazzo Portinari Salviati che apparteneva anticamente alla famiglia Portinari di cui faceva parte la famosa Beatrice, la giovane amata da Dante. Oggi il palazzo è sede di una banca che concede la visita solo previa richiesta scritta.
Ed eccoci arrivati in via del Proconsolo con la sua bella Badia Fiorentina, una delle più antiche abbazie dalla città (978). Sull’angolo della Badia insiste la Torre della Castagna, in cui si riunivano inizialmente i priori prima della costruzione di Palazzo Vecchio.
Davanti s’innalza il palazzo medievale del Bargello. Edificato originariamente come municipio cittadino nel 1255 e divenuto nel XVI secolo sede del Capitano di Giustizia o Bargello, il palazzo ospita oggi una delle più importanti raccolte di sculture e manufatti pregiati. Il David bronzeo di Donatello e il Bruto in marmo di Michelangelo sono solo due delle numerose opere qui custodite.
Terminata la visita al Bargello, si proseguirà per piazza San Firenze. Qui merita un’occhiata il palazzo del Tribunale Fiorentino, preceduto da una vasta scalinata in pietra, nonché la settecentesca chiesa di San Filippo Neri.
Torniamo indietro verso il Museo del Bargello e svoltiamo a destra sulla via Ghibellina, una lunga strada che congiunge il cuore del centro storico fiorentino con i viali di circonvallazione sorti nel XIX secolo al posto delle antiche mura. Al n. 70 di via Ghibellina una sosta al Museo di Casa Buonarroti: monumento e luogo della memoria del genio di Michelangelo, è uno dei musei più importanti e singolari della città. In essa sono conservate preziosissime opere d’arte del grande maestro: Madonna della Scala, Battaglia dei Centauri.
Percorrendo via Ghibellina si noteranno il Palazzo Corsi Salviati, il palazzo Salviati Quaratesi e lo storico Teatro Verdi, edificato nel XIX secolo sul luogo dove un tempo si trovava il carcere delle Stinche. Questa antica prigione fiorentina costrui
ta nel lontano 1299 per ospitare nemici politici debitori e falliti, venne alienata nel 1833 e la zona penitenziaria si spostò di alcuni isolati nel complesso delle Murate. Dalla Via Ghibellina possiamo prendere una delle stradine (via de Macci, via Borgo Allegri, via S. Cristofano, via dei Pepi) che ci porteranno nella splendida Piazza Santa Croce, un ampio spazio di forma rettangolare che fa da quinta scenica alla magnifica basilica gotica.
Fondata nel 1294 dai Francescani, la chiesa contiene tombe e cenotafi di uomini illustri tra cui Galileo Galilei e Michelangelo Buonarroti.
Una passeggiata nella via di Borgo Santa Croce in direzione via dei Benci per una sosta al Museo Horne che prende il nome dal suo fondatore, l’architetto e storico dell’arte inglese, Herbert Percy Horne che, nel 1911, acquistò Palazzo Corsi in via de’ Benci, l’attuale sede espositiva, con l’intento di dare una cornice adeguata alla propria collezione, tentando al contempo, di ricreare l’atmosfera e gli ambienti di una dimora rinascimentale.
Terminiamo questo primo itinerario in Piazza de’ Peruzzi, sorta sui resti dell’antico anfiteatro romano di Firenze. Anticamente cuore dei possedimenti della famiglia Peruzzi, detta anche Corte de’ Peruzzi.


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