Le colline del Chianti
Le colline del Chianti

Il territorio del Chianti, con il suo susseguirsi di colline, vigneti, castelli, chiese, badie, monasteri e casolari, si trova nel cuore della Toscana, fra Firenze e Siena ed e' uno dei luoghi che meglio ha conservato, nei secoli, la propria identita'. E proprio questa identita' andremo a scoprire, o meglio a vivere, attraverso un itinerario che, lo ricordiamo, prova a muoversi nella zona del Chianti piu' vicina al capoluogo toscano. Pur essendo conosciuto in tutto il mondo soprattutto per la sua produzione vinicola, il Chianti nasconde tesori e bellezze artistiche e naturali inestimabili. Ne e' un esempio Greve in Chianti, un antico borgo che si apre, a pochi chilometri da Firenze, su dolci declivi ai piedi del castello di Montefioralle. La sua posizione favorevole, all'incrocio di tre importanti vie di pellegrinaggio, la via Chiantigiana, la via per il Valdarno e la via per la Val di Pesa, ne favori' fin dal XIII secolo, il fiorente sviluppo commerciale. Tuttora la struttura urbana del borgo, difatti, riflette questa origine, articolandosi attorno all?ampia e caratteristica piazza a forma di triangolo allungato, circondata da portici un tempo destinati alle esposizioni delle merci e oggi abitati da ristoranti, alberghi, negozi e botteghe artigiane. Al centro di detta piazza, chiamata per secoli 'mercatale a Greve' perche' fulcro del mercato e centro di raccolta dei prodotti di tutte le popolazioni limitrofe e oggi intitolata a Giacomo Matteotti, la statua di uno dei piu' celebri figli del Chianti, Giovanni da Verrazzano (Romeo Pazzini, 1913), il navigatore e scopritore della baia di New York e della maggior parte della costa americana del Levante di cui si ricorda anche la vicina abitazione, il castello di Verrazzano, oggi noto soprattutto per i suoi vini. Sempre nella piazza, la recentissima scultura di Mitoraj, posizionata davanti alla palazzina del Comune, una costruzione in stile neorinascimentale eretta sulla rovine del vecchio palazzo pretorio. Sul lato opposto si trova la chiesa di Santa Croce dalla particolare facciata neoclassica. Costruita sui resti di un oratorio piu' antico, essa conserva, al suo interno, alcune pregevoli opere provenienti per la maggior parte da chiese del territorio non piu' officiate: tra i tesori di quest'ultima, un Ciborio decorato da angeli adoranti e festoni di frutta riferibile a Santi di Michele Buglioni e un trittico con la Madonna in trono con Bambino tra i santi Nicola, Giovanni Battista, Nicola e Martino di Bicci di Lorenzo del 1420 circa. A pochi passi dalla piazza si trova il Museo di Arte Sacra ospitato nell'antico ospizio di San Francesco, dove e' conservato l'altare originale dell'annesso oratorio: qui e' collocato un gruppo scultoreo in terracotta dipinta di Santi Buglioni raffigurante lo Svenimento della Vergine tra i santi Giovanni Battista e Francesco. Un altro interessante museo e' quello dedicato al vino, vero protagonista di tutto il territorio del Chianti. Dopo aver passeggiato nelle strade caratteristiche del borgo e aver degustato le specialita' enogastr nomiche che Greve offre generosamente, si potra' procedere nella visita di alcune frazioni limitrofe. Due strade che si diramano entrambe dalla periferia settentrionale di Greve conducono, risalendo la valle, a due luoghi di eccellenza, il castello di Uzzano e il castello di Montefioralle. Il primo era un castello di dimensioni relativamente piccole che, nel 1269, subi' l'abbattimento delle torri e delle mura per mano dei ghibellini. Le difese dovettero, pero', essere ricostruite se, nella prima meta' del Trecento, l'insediamento veniva ricordato come un castrum dotato di una cinta muraria e di una porta. Cosi' rimase fino al XVII secolo, allorquando il castello si trasformo' in villa. Nella struttura attuale, ancora imponente, rimangono soltanto un tratto delle vecchie mura di pianta rettangolare e una torre angolare costruita con pietre di arenaria di piccole dimensioni, d tabile tra la seconda meta' del XIII e la prima meta' del XIV. La parte interna della fattoria dai caratteri monumentali e' circondata da un vasto giardino all'italiana contiguo alla facciata interna. Il paesaggio intorno, oggi perlopiu' adibito a vigneti, conserva sulle pendici che digradano sul fiume Greve, esempi di antiche sistemazioni idrauliche e agrarie. Il castello e' noto per aver dato il nome alla famiglia del celebre Niccolo' di Giovanni da Uzzano, che invano contrasto', nella Firenze dei primi del XV secolo, l'inarrestabile ascesa di Cosimo de' Medici. Affascinante e suggestivo l'antico castello medievale di Montefioralle, uno dei meglio conservati di tutto il territorio del Chianti. Posto su un'altura da cui si domina l'alta valle della Greve, Montefioralle si e' sviluppato per anelli concentrici intorno al cassero, ben riconoscibile accanto alla chiesa, alla sommita' del colle. L'abitato, con le sue caratteristiche viuzze e la sua atmosfera magica, e' racchiuso in un circuito murario di forma ellittica, in buona parte conservato (la torre orientale di guardia e' stata recentemente restaurata), lungo una strada principale che segue l'andamento delle mura. Al centro, nella parte piu' alta, si trova la chiesa di Santo Stefano, rimodernata al suo interno fra Sei e Settecento con altari di gusto barocco. Nell?ampia navata sono custodite preziose opere, tra cui una tela raffigurante i Santi Michele Arcangelo, Jacopo, Stefano e Domenico di Orazio Fidani e una tavola cuspidata con la Madonna e il Bambino riferibile al Maestro di Montefioralle. A breve distanza, fuori le mura, si trova l'antica pieve di San Cresci, un tempo patronato dei Gherardini. L'originario impianto romanico della chiesa (XII sec.) ha conservato un piccolo nartece che si antepone alla facciata, un unicum nel panorama del contado fiorentino: al centro si apre un portale con archivolto realizzato in cotto affiancato da due belle bifore. Al suo interno una tela con la Vergine del Rosario, firmata da Francesco Boldrini nel 1615 e un Crocifisso settecentesco. Percorrendo la via Chiantigiana, tra macchie di querceti e vigneti, si raggiungera' Panzano, un piccolo borgo che mostra i resti dell?antico castello di forma rettangolare nella porta di accesso e nella torre del cassero che si affaccia nella piccola piazzetta all'interno della cinta muraria. Sempre entro il perimetro del castello sorge, sul luogo di un precedente edificio duecentesco, la piccola chiesa di Santa Maria, ricostruita nelle sue forme attuali nel XIX secolo. Al suo interno sono da ricordare, nella cappella a destra di impianto rinascimentale, un'nnunciazione attribuita a Michele di Ridolfo del Ghirlandaio e, in una cappella laterale del catino absidale, una tela raffigurante il Matrimonio mistico di Santa Maria Maddalena dei Pazzi di Pier Dandini (1669 ca.). Fuori invece dalle mura di Panzano, la pieve di San Leolino, ricordata fin dal X secolo ma ricostruita successivamente in forme romaniche Nel 1508 il patronato della chiesa passo' all'ospedale fiorentino di Santa Maria Nuova e da quella data iniziarono i lavori di restauro e trasformazione che dettero alla chiesa l'aspetto odierno: cinquecentesco e' difatti il porticato con le sue agili colonne in arenaria di ordine tuscanico. All'interno la pieve presenta un impianto basilicale a tre navate con copertura lignea, spartite da semplici pilastri con cornice smussata. Numerose le opere d'arte conservate nella chiesa, a partire dall'affresco raffigurante il Battesimo di Gesu' di Raffaellino del Garbo e dal bel trittico con la Madonna, il Bambino e i santi Pietro e Paolo del Maestro di Panzano, per finire ai due Tabernacoli in terracotta invetriata attribuiti a Giovanni della Robbia e alla preziosa tavola con la Madonna in trono tra i santi Pietro e Paolo riferibile a Meliore, una delle personalita' di maggiore spicco nella cultura fiorentina della fine del XIII secolo. Nella navata a sinistra e' inoltre visibile il seicentesco Busto-reliquiario di Sant'Eufrosino, l'evangelizzatore, secondo la tradizione, di tutta la regione del Chianti, cui e' dedicato anche, non lontano dalla suddetta pieve, un oratorio. Si tratta di una costruzione quattrocentesca di grande sobrieta' a navata unica con capriate in vista al cui interno e' un'edicola gotica cuspidata in pietra serena con il fronte lavorato a traforo, retto da tre mensoloni a fogliami con gli stemmi dei Peruzzi e un affresco raffigurante Santa Caterina d'Alessandria, usata per l'esposizione delle reliquie di Sant'Eufrosino. Alle spalle dell'oratorio e' una piccolissima cappella, al cui interno, sopra un pozzo dall'acqua ritenuta miracolosa, si trova un altare romanico scolpito con fiori stellati e motivi geometrici. La nostra passeggiata nei dintorni di Greve in Chianti terminera' a Lamole, un antico borgo dominato anch'esso dal castello, ben visibile al centro della sua valle di castagni e larici. Posto su di uno sprone di roccia e circondato da boschi fin da tempi lontani, il castello di Lamole ha conservato la sua posizione strategica a difesa dei confini fiorentini assunta durante la guerra tra Firenze e Siena (1555). L'insediamento del castello si presenta come un insieme di case, piu' o meno alte, poste in forma ellittica a costituire le cinta murarie di difesa. Ad oggi solo sul versante che guarda a nord-ovest si possono osservare a tratti i resti delle vecchie mura. Il borgo, le cui unita' abitative conservano ancora molti degli aspetti architettonici medievali, e' attraversato in tutta la sua lunghezza da due piccole strade che corrono parallele e che formano tre piccole piazze: la principale e' posta al termine dell'abitato e dello sprone di roccia su cui l'intero borgo si posa. .

Il Museo di Arte Sacra

via San Francesco Inaugurato nel settembre 2002, il Museo d'Arte Sacra di Greve in Chianti occupa i locali dell'ex convento di San Francesco. La visita al Museo iniziera' nell'ampia aula dell'oratorio, dove sono riunite opere di grande pregio, come la Madonna con Bambino attribuita a Nanni di Bartolo e un bassorilievo quattrocentesco raffigurante San Francesco. Dall'antica sagrestia che ospita la sezione dei tessuti, si procedera' nelle due sale del piano superiore arricchite di pregevoli dipinti, come, ad esempio, la Madonna col Bambino e santi di Francesco Granacci, nonche' di oreficerie di un certo rilievo. Orari: 1 novembre - 31 marzo: martedi - giovedi, 15.00-18.00; sabato-domenica, 10.00-13.00 e 15.00-18.00. 1 aprile - 31 ottobre: Martedi - giovedi - venerdi, 16.00-19.00; sabato e domenica, 10.00-13.00 e 16.00-19.00. Prenotazioni per la visita: Ufficio informazioni, tel 055 8544685 - 055 8546287.

Museo del vino

piazza Tirinnanzi, 10 Il Museo del vino a Greve nasce per la passione dei proprietari, una famiglia di imprenditori profondamente legati alla storia e alla cultura del Chianti, un territorio celebre in tutto il mondo non solo per le sue bellezze naturali e artistiche, ma anche e forse soprattutto per i suoi prodotti della terra. L'allestimento, pensato e voluto da Lorenzo e Stefano Bencista' Falorni, titolari delle omonime cantine e della storica macelleria locata nella piazza di Greve, propone un percorso tra storia, cultura e tradizione che ha come fil rouge prodotti agricoli d'eccellenza, quali vite, olivo e grano. Per anni infatti la famiglia Falorni ha raccolto reperti e materiali al riguardo, dando vita a un museo tanto particolare quanto necessario. Gia' lo spazio che ospita il museo racconta da solo una storia centenaria, essendo stato adibito a cantina vinicola fin dal 1893. Cuore economico di Greve, la sede ha visto il succedersi di illustri proprietari, quale il conte di Mirafiori, figlio morganatico di re Vittorio Emanuele II di Savoia, che ha qui lasciato, a diretta testimonianza della sua passione per il vino, alcuni eccellenti manufatti, tra cui il Regio Portafiasco. Il museo e' magistralmente articolato in sezioni volte a illustrare tutti i processi della lavorazione del vino, dell'olio e dell'aceto, a partire dagli attrezzi usati un tempo nelle vigne, come irroratori e solforatrici, fino ai macchinari che si usavano, ad esempio, per la spremitura dell'uva. Sara' cosi' possibile ammirare l'ammostatrice, prototipo del XIX secolo e il torchio vinario, risalente alla meta' dell'Ottocento. Allo stesso modo si potra' curiosare tra la grande varieta' di botti e barriques in cui il vino veniva lasciato a riposare, apprezzare i grandi orci dell'olio o le botticelle dell'aceto. Non solo si potra' osservare la collezione di apparecchi utilizzati per l'analisi chimica dei prodotti, fermarsi davanti alle vetrine che espongono monete del Regno d'Italia o seguire, attraverso le cartoline in esposizione, i cambiamenti architettonici, paesaggistici e di costume avvenuti dal secolo scorso a oggi in tutto il territorio chiantigiano; si potra' leggere dei noti navigatori originari del Chianti e sfogliare cataloghi dedicati al mondo rurale nell'enobiblioteca. Il Museo offre, infine, per approfondire la scoperta di questo straordinario mondo di odori e sapori, un angolo dedicato alla lavorazione dei salumi e la meno nota tradizione di artigiani pastai. Costo biglietti: Euro 5,00 con audioguida multilingue Prenotazioni per la visita: Ufficio informazioni, tel. +39 055 8546275

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