
Molte sono le vie che conducono a Fiesole, un paese antichissimo sorto sui colli piu' belli del circondario fiorentino, a sovrastare le valli dell'Arno e del Mugnone. La presenza dell'uomo su queste colline che da lontano richiamano la forma caratteristica di una falce di luna, risale almeno all'eta' del bronzo (circa 2000 a. C.); le tracce di vita si prolungano fino alla successiva eta' del ferro entro la quale maturo' la civilta' etrusca che di Fiesole fu la vera protagonista (VIII-IV sec. a. C). Entrata a far parte, con vicende altalenanti, del Sacro Romano Impero, Fiesole conobbe, dopo la caduta di quest'ultimo, l'occupazione dei Longobardi, testimoniata dal ritrovamento di numerose sepolture e oggetti (VI-VII sec. d. C.). L'importanza della cittadina come piazzaforte militare ando' sempre piu' diminuendo nel corso dei secoli, fino alla sua definitiva conquista da parte di Firenze nel XII secolo: a questa data il paese divenne una vera e propria cava di materiali per la vicina citta' dominante. Non e' un caso infatti che il mestiere piu' in voga, gia' a questa data, fosse quello del cavatore o dello scalpellino nelle rinomate cave fiesolane di 'pietra serena', una materia questa gia' abbondantemente usata da Etruschi e Romani per architetture e ornati.
Ma al di la' della storia, Fiesole esercito' sempre grande fascino su letterati, artisti e politici di ogni tempo: le sue dolci colline furono cantate da Boccaccio, da Dante Alighieri e dal Poliziano e furono scelte per la residenza o la villeggiatura delle famiglie benestanti fiorentine - si pensi a villa Medici - e piu' tardi anche straniere: ne sono testimonianza le case e le ville che tuttora si incontrano sulle pendici della collina. A partire dalla seconda meta' del XIX secolo (quando Firenze divenne capitale d'Italia) si intraprese a Fiesole un vasto lavoro di ricostruzione e di ampliamento urbano, con nuove residenze signorili e abitazioni popolari e borghesi: fu cosi' che la cittadina assunse l'aspetto odierno. Ma torniamo alle tante vie che conducono a Fiesole. Fra queste la principale e' quella che prende avvio da piazza Thomas Edison, nel capoluogo fiorentino e che, descrivendo ampie curve, sale fino alla frazione di San Domenico. Sull'omonima via sorgono la chiesa di San Domenico e l'annesso convento domenicano dove vissero il Beato Angelico e Domenico Buonvicini che venne arso in piazza della Signoria insieme al Savonarola. La facciata della chiesa e l'elegante campanile sono opere secentesche dell'architetto Matteo Nigetti. Da segnalare all'interno, a navata unica con quattro cappelle per lato, la pala con la Madonna col Bambino tra angeli e santi del Beato Angelico databile al suo periodo giovanile (1425), il Battesimo di Cristo di Lorenzo di Credi, l'Adorazione dei Magi di Giovanni Antonio Sogliani e un bel Crocifisso ligneo di Antonio da Sangallo il Vecchio (1530 circa).
Da qui si potra' raggiungere, camminando, la Badia Fiesolana. Cattedrale di Fiesole fino al 1028, sorta sulla sepoltura di San Romolo evangelizzatore della cittadina, la chiesa presenta una bella e incompiuta facciata romanica, pressoche' contemporanea a quella di San Miniato. Dell'epoca rinascimentale e' invece l'interno in stile brunelleschiano e la sagrestia con il Lavabo marmoreo eseguito da Gregorio di Lorenzo (1461). L'altare maggiore, in marmo e pietre dure policrome, fu eseguito da Giovan Battista Cennini su probabile disegno di Pietro Tacca (1610).Usciti dalla chiesa si riprendera' la strada alla volta di Fiesole, arrivando sulla vasta e lunga piazza Mino da Fiesole che occupa l'aria dell'antico foro romano. Su essa si affacciano il palazzo Pretorio o del Comune, edificio costruito nel Trecento ma rimaneggiato in epoche successive, la piccola chiesa di Santa Maria Primerana, il palazzo Arcivescovile, il grandioso Seminario del 1637 e l'imponente Duomo romanico (1028), dedicato al vescovo martire San Romolo. Trasformato nei secoli successivi la sua fondazione, esso subi' un radicale restauro alla fine dell'Ottocento che ne ha profondamente mutato l'assetto originario.
Diviso in tre navate con copertura a capriate lignee e presbiterio sopraelevato sull'alta cripta, l'edificio presenta nella cappella Salutati il Sepolcro del vescovo Leonardo Salutati, col busto che lo raffigura e il dossale dell'altare con Madonna e santi, opere di Mino da Fiesole (1464); gli affreschi nella volta invece furono realizzati da Cosimo Rosselli. Nella cappella a sinistra del presbiterio si notera' l'altare con statue di San Romolo e San Matteo di Andrea Ferrucci (1493). Per un'erta salita, che si apre proprio dirimpetto alla cattedrale, si giungera' dov'era un tempo l'Acropoli dell'antica citta' e dove ora sorge il convento di San Francesco e l'annessa chiesa intitolata al santo che conserva pregevoli opere del Quattrocento fiorentino. Da menzionare i quattro altari neogotici alle pareti (1905-1906) con la Santissima Concezione di Piero di Cosimo, l'Annunciazione di Raffaellino del Garbo, lo Sposalizio mistico di Santa Caterina di Cenni di Francesco e l'Adorazione dei Magi della fine del XV secolo. Dietro l'altare maggiore, la Crocifissione di Neri di Bicci. Ma San Francesco, come viene popolarmente chiamato dai fiesolani, non e' solo arte. Qui e' possibile ammirare infatti uno splendido panorama su Firenze che lascia davvero senza fiato o riposarsi all'ombra di rigogliosi alberi. Tornando sui nostri passi e lasciando la piazza sulla nostra destra proseguiremo per una visita al Museo Bandini da poco ristrutturato e riaperto al pubblico.
Davanti alla sede museale si apre l'accesso all'area archeologica di Fiesole dove si concentrano le maggiori testimonianze urbane della citta' etrusca e della Faesulae romana. Qui, dopo una sosta al museo che raccoglie il materiale archeologico proveniente dagli scavi [], sara' possibile discendere i maestosi gradini del teatro Romano e ammirare i resti delle terme e del tempio etrusco.
Per apprezzare maggiormente il paese si consiglia di passeggiare liberamente tra i vari vicoli e strade che si aprono a sorpresa su incantevoli scorci paesaggistici. Varra' la pena percorrere ad esempio la via Vecchia Fiesolana dove gli stessi Medici edificarono una delle loro ville suburbane, luogo di riposo e di ritrovo culturale lontano dagli affanni della vita politica. Da Fiesole si potra' facilmente raggiungere attraverso pittoricissime strade il borgo di Maiano, noto per le sue cave di pietra che hanno visto l'affermarsi di famiglie di scultori e scalpellini operose per generazioni.
Qui si potra' visitare la piccola chiesa di San Martino, risalente al secolo XI, ma restaurata nelle sue forme attuali da John Temple Leader a partire dal 1885. La pieve presenta un impianto a croce latina con una sola navata ed e' arricchita, al suo interno, dal bel dossale raffigurante la Madonna col Bambino, San Giovannino, San Benedetto e San Martino (1583) e un'Annunciazione (1585) riferibili entrambi alla mano di Giovan Battista Naldini. Da notare, sopra il portale di accesso, la robbiana con San Martino che dona il mantello a un povero.
Poco distante la villa di Maiano, una dimora che piu' di altre ha visto, a partire dalla sua fondazione nel XV secolo, il susseguirsi di molteplici proprietari prima di entrare nei possedimenti di John Temple Leader nel 1850. Per questo lavoro' alla villa di Maiano l'architetto Felice Francolini, il quale, pur rispettando l'aspetto quattrocentesco della proprieta', avvio' una ristrutturazione radicale, con il rialzo di un piano, l'aggiunta del torrione centrale in stile neogotico e la costruzione ex novo dell'ampio portico con colonne doriche della facciata verso sud. Particolarmente suggestivi il giardino all'italiana, nella terrazza inferiore, con siepi geometriche circondate dal bosso e varie essenze fiorite e il giardino all'inglese situato nella parte nord della villa sul luogo delle antiche cave di pietra arenaria. Vi si trovano boschi di conifere e latifoglie, corsi d'acqua e uliveti, punteggiati qua e la' da statue, fontane e altre decorazioni. Poco distante l'antico paese di Settignano, famoso per aver dato i natali a Desiderio, ai Rossellino, a Bartolomeo Ammannati e, stando al racconto di Giorgio Vasari, per aver nutrito il giovane genio di Michelangelo.
La piccola chiesa di Santa Maria Primerana si trova alla sommita' di piazza Mino da Fiesole, accanto al palazzo Pretorio. La sua posizione su un podio in posizione dominante della piazza (probabile'foro' di epoca romana) rimanda a una sua possibile fondazione su un edificio antico. Ritrovamenti di sepolture di epoca longobarda nell'area attigua, fanno presumere che si tratti di una chiesa paleocristiana. Ricordata a partire dal 966, la chiesa venne ampliata in eta' medievale, come testimonia il presbiterio gotico ed ebbe una nuova facciata alla fine del Cinquecento, con paramenti architettonici di gusto manieristico e decorazioni a graffito di Ludovico Buti. Il porticato, invece, su colonne architravate, e' dei primissimi del XIX secolo. L'interno e' ad aula unica, conclusa da un transetto. Sull'altare maggiore, una tavoletta con la Madonna col Bambino del Maestro di Rovezzano (secolo XIII).
Nel transetto, due bassorilievi votivi in marmo di Francesco da Sangallo, uno con l'Autoritratto dell'artista (1542) e l'altro con il Ritratto di Francesco del Fede (1575); e una terracotta invetriata della bottega di Andrea della Robbia (Crocifisso fra la Madonna, San Giovanni, la Maddalena e angeli). Il grande crocifisso ligneo sagomato e dipinto di scuola giottesca e' stato recentemente attribuito a Bonaccorso di Cino.
Museo Bandini via G. Dupre', 1
Il Museo Bandini nasce nel secondo decennio del Novecento con la finalita' di esporre la collezione del canonico Angelo Maria Bandini, figura complessa di storico, filologo, nonche' collezionista vissuto tra il 1726 e il 1803. L'attuale allestimento e' stato inaugurato il 9 febbraio 2006.
Il Museo si distingue per la consistente presenza di artisti fiorentini e toscani del Duecento e del Trecento, i cosiddetti 'Primitivi': il Maestro delle Storie della Croce, Taddeo e Agnolo Gaddi, Nardo di Cione, Lorenzo Monaco, sono solo i piu' noti fra gli autori delle tavole a fondo oro conservate nel museo fiesolano. Non meno significative le presenze di maestri del Quattrocento: da Neri di Bicci a Jacopo del Sellaio, da Lorenzo Monaco (Crocifissione) alla bottega del Botticelli (Madonna con Bambino).
Orari:
1 aprile - 30 settembre: ore 10.00 - 19.00; 1 ottobre - 31 ottobre e 1 marzo - 31 marzo: ore 10.00 - 18.00; 1 novembre - 28 febbraio: ore 10.00 - 16.00. Chiusura: martedi
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Biglietto intero: Euro 10,00 (gruppi oltre 10 persone Euro 6,00; scuole Euro 3,00; famiglia Euro 20,00); biglietto ridotto: Euro 6,00 (7 - 25 anni e oltre i 65); biglietto gratuito: fino a 6 anni, residenti, scuole fiesolane, diversamente abili e accompagnatori.
Via Portigiani, 1
Fondato nel 1873, l'edificio attuale in forma di tempietto tuscanico risale al 1914. Vi sono esposti i principali reperti archeologici della citta' e del territorio che coprono un arco cronologico molto ampio: dalla protostoria alla civilta' etrusca e romana, alla dominazione longobarda e al Medioevo. Vi sono documentati i monumenti dell'area archeologica: tempio etrusco romano, teatro romano e le terme. Una ricca sezione antiquaria, formatasi fin dalla fase di impianto, esibisce pezzi dall'Etruria centro meridionale e numerosi manufatti in pietra, marmo, bronzo e sculture. Si ricorda che la visita a pagamento (con biglietto unico) include area archeologica, Museo Bandini e Antiquarium Costantini.
Orari: lunedi e domenica: 9.30 - 19.00 (estate); 9.30 - 17.00 (inverno). Chiusura invernale: il martedi.
Costo biglietto: Biglietto intero: Euro 10,00 (gruppi oltre 10 persone Euro 6,00; scuole Euro 3,00; famiglia Euro 20,00); biglietto ridotto: Euro 6,00 (7 - 25 anni e oltre i 65); biglietto gratuito: fino a 6 anni, residenti, scuole fiesolane, diversamente abili e accompagnatori.
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